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Le origini geologiche e storiche. L’isola d’Ischia, secondo le più recenti teorie, è di origine interamente vulcanica; da qui è sorto, quale personificazione del vulcanesimo, il mito greco di Tifeo, il gigante ribelle condannato da Giove sotto l’isola di Pithecusae (Pithekoussai in greco), l’odierna Ischia, che erutta fiamme ed acque calde e quando si muove provoca i terremoti. Dunque, ad Ischia, come in tutti i territori di attività vulcanica recente, il vulcanesimo ha avuto un considerevole impatto sulle vicende degli insediamenti umani. Per i periodi preistorici la conoscenza del popolamento dell’isola è troppo lacunosa per poter rilevare in modo più completo la misura in cui gli abitanti hanno risentito dei fenomeni vulcanici. Sporadici ed isolati sono infatti i materiali di Età Neolitica; i rinvenimenti più consistenti sono però stati effettuati in località Cilento (Rif.1): accanto a frammenti di ceramica sono stati infatti ritrovati pesi in terracotta per reti da pesca e strumenti di pietra, soprattutto lame di coltelli e schegge residue della lavorazione di utensili di selce e di ossidiana. Successivamente, nel corso della prima metà dell’VIII sec. a.C., in seguito all’estrusione di un vicino picco eruttivo, il villaggio che dall’Età del Bronzo alla Prima Età del Ferro era situato sulla collina del Castiglione (Rif.2), tra Porto d’Ischia e Casamicciola, risulta evidentemente abbandonato.In Sintesi Si accede al castello percorrendo a piedi la galleria scavata da Alfonso I d'Aragona intorno al 1447, o a mezzo di un moderno ascensore. Giunti sulla sommità della rocca si visitano: la Chiesa dell'Immacolata (XVIII sec.) la cui cupola domina l'intero castello, il Convento delle Ciarisse con il suo cimitero (XVI sec.), i terrazzi panoramici del Convento e dell'Im-macolata che si aprono sul versante nord-occidentale, la Cattedrale dell'Assunta (XIV sec.) che vide nel 1509 le fastose nozze tra Ferrante d'Avalos e Vittoria Colonna, la Cripta della Cattedrale (XIV sec.) con affreschi della scuola di Giotto, la Chiesa di S.Pietro a Pantaniello (XVI sec.) dalla caratteristica pianta esagonale attribuita all'arch.Iacopo Barozzi detto il Vignola, il Sentiero del Sole, la Chiesa di S. Maria delle Grazie (XVI sec.), il terrazzo panoramico degli ulivi che si apre sul versante Orientale, le carceri politi-che (XVIII sec.) che ospitarono gli eroi del Risorgimento italiano. Si vedono inoltre dall'esterno il Maschio, gli Archi gotici di accesso all'Abbazia dei Basiliani di Grecia, i resti del Tempietto del Sole, i bastioni difensivi, le fucilerie e la piazza d'armi con la chiesetta di S. Barbara. Visite al Castello sono possibili tutti i giorni dalle 9:00 al tramonto. Tel.081.992834.



     

E' la cima più alta dell'isola d'Ischia e raggiunge i 789 metri. Al suo nome si sono dati diverse derivazioni, ma le più attendibili sono: Epopon o Epopos che significa "io miro", "io guardo" (D'Aloysio e Verlicchi); altri (Baldino) fanno derivare il nome Epomeo dal greco Epopeus (in latino Epomeus) "guarda intorno". Ziccardi riferisce anche un'altra etimologia: Epopon, ovvero "monte che sovrasta tutte le sorgenti". Per Lamartine l'Epomeo era «luogo paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo». L'Epomeo ha presieduto da signore ai movimenti tellurici ed alle violente eruzioni dell'isola, un tempo zona vulcanica molto attiva, nota e temuta anche in età romana, fino all'ultimo fenomeno registrato, nel 1301, con la famosa eruzione dell'Arso, oggi ancora ridente di ville. La sua vetta si può raggiungere, tra percorsi di suggestione incredibile, muovendosi da Fontana: sventrate le pendici del monte, una strada asfaltata vi condurrà a soli venti minuti di cammino dalla cima. Salendo, a piedi o cavalcando uno degli asinelli che sempre aspetta a Fontana, tra pendici, margini di valloni, selve e piani, colli, giravolte, si giunge alla sommità dove si potranno mirare l'Eremo di San Nicola e il Picco dell'Epomeo. La vetta è costituita da un enorme masso di tufo verde nel quale sono scavati i locali dell'ex eremo e la chiesetta dedicata a S. Nicola di Bari. Una volta in cima, l'anima si stacca dalle bassezze del mondo e in quella bellezza di luce e aria pura si spiritualizza quasi afferrando visioni d'infinito. Ischia balneare, Ischia chiassosa, Ischia notturna, qui vengono messe da parte e il turista gode sublimi visioni, e l'isola, tra le tante attrattive turistiche, offre anche tanta pace e solitudine. Qui sono banditi gli impegni e tutto ciò che ha reso schiavo l'uomo. Qui si respira in libertà e a pieni polmoni aria ossigenata, fuggendo ai ripetuti sguardi di occhi indiscreti, correndo per le aperte campagne e in cima al monte. Una giornata all'Epomeo rimarrà indelebile: da questo mondo di fascino e di purezza si godono panorami esaltanti; si domina l'intera isola, si possono ammirare Capri, Ponza, a quasi cento chilometri di distanza, Gaeta a Nord. A mezzogiorno il mare si perde verso lontani lidi, mentre a Est si presenta Napoli con il suo Vesuvio, e giù fino alla catena dei Lattari ed alla penisola Sorrentina.


 


     

L'isola d'Ischia è circondata quasi senza soluzione di continuita' da spiagge e aree balneabili di varia natura: l'ospite che vuole godere dei benefici del mare e del sole non ha che l'imbarazzo della scelta. Tuttavia non possiamo fare a meno di citare alcune localita' che hanno nel tempo acquistato fama e che si distinguono per bellezza o particolarita'. La spiaggia dei Maronti, lunga ed arcuata, che guida i bagnanti alla meravigliosa Sant'Angelo, che, a sua volta, ospita una caratteristica spiaggetta che con una lunga striscia di sabbia tra mare e mare unisce all'isola lo scoglio tondeggiante. Il comune di Forio si protende sul mare tra due spiagge, quella di Citara, rinomata per la bellezza e per le sue virtu' terapeutiche, e quella di San Francesco.
La baia di San Montano, tra Forio e Lacco Ameno, ha caratteristiche particolari: raccolta e ben protetta dai venti offre un'acqua limpida e mediamente piu' calda della media, con fondali estesi e sicuri. La spiaggia di Lacco Ameno ha visto sorgere negli anni '60 le piu' moderne attrezzature che si possano desiderare per una stazione balneare, con i suoi lussuosi alberghi sulla riva del mare. Due spiagge appartate e suggestive, spesso gradite ai turisti, sono le spiagge di Cafiero (o "degli Inglesi") e del "Bagnitiello", a Casamicciola. Ischia Porto offre i suoi lidi confortevoli ed animati, la spiaggia "dei pescatori", e la bellissima spiaggia di Cartaromana, che affaccia sulla baia che ospita anche il famoso Castello Aragonese. Ricordiamo anche la caratteristica baia di Sorgeto, dove la bellezza del paesaggio e la fonte di acqua termale fa dimenticare i grossi ciottoli che sostituiscono la sabbia. Oltre a quelle citate ci piace menzionare anche San Pancrazio e la "Scarrupata", raggiungibili solo dal mare e per questo affollate da barche e yacht.