IN TEMPI BREVI, la visione oltre gli ostacoli potrebber diventare realtà. Addirittura per i telefonini, anzi soprattutto. All'Università di Dallas, un team di ricerca capitanato dal professor Kenneth O, sta conducendo esperimenti soddisfacenti con una zona non utilizzata dello spettro elettromagnetico e nuove tecnologie ottiche. E quello che ne è venuto fuori è un microchip in grado rendere gli smartphone capaci di visualizzare cosa c'è oltre un ostacolo solido.
Supervista. Che si tratti di un muro o una superficie di legno, carta, plastica non importa. Dice il professor O: "Abbiamo utilizzato le frequenze dei terahertz, uno spettro non esplorato e dal potenziale infinito". La ricerca è stata condotta con l'intento di ridurre le parti meccaniche necessarie per creare immagini con le onde nei terahertz. E sta producendo una tecnologia che potrebbe sì mettere in grado gli smartphone di vedere oltre gli ostacoli, ma anche consentire la produzione di dispositivi per uso medico e civile. Lo spettro dei terahertz offre nuove possibilità di espansione anche per le comunicazioni, offrendo banda libera per il wireless, e probabilmente trasmissioni più veloci.
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Cronaca
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In tempi di crisi e di benzina sopra gli 1,9 euro al litro in Italia, arriva una notizia dall’Università della California che potrebbe aprire nuovi scenari. I ricercatori hanno scoperto un modo per trasformare l'anidride carbonica in benzina tramite batteri e un po' di elettricità.
I batteri scelti sono del genere Ralstonia eutropha, già conosciuti per la loro capacità di utilizzare idrogeno e sostanze organiche come fonte di energia. I ricercatori li hanno modificati geneticamente, facendo in modo che i sottoprodotti del loro metabolismo siano isobutanolo e metil butanolo, due alcol complessi che possono essere usati nei motori a scoppio come carburante. Una volta messi in una soluzione con CO2 e elettricità, i microrganismi si sono dimostrati in grado di trasformare l'anidride carbonica in quantità elevate di questi prodotti: "Il sistema è stato studiato per essere accoppiato alle fonti di energia rinnovabili, eolico e fotovoltaico, che nei momenti di picco hanno una produzione maggiore rispetto al fabbisogno - spiegano gli autori - L'energia in eccesso può essere quindi conservata sotto forma di questi carburanti".
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Cronaca di Roma
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 L'associazione comitato aurora, vi invita ad uno straordinario evento: tutti per 1 atto VI. Ovvero la piu grande chermesse italiana con protagonisti i personaggi piu amati dello spettacolo, dello sport e della cultura. Si terra' presso il GRAN TEATRO DI ROMA il 16 aprile 2012. Clicca sul LINK per avere maggiori informazioni |
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Strano ma Vero
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 L'onda luminosa che lambisce la spiaggia di Vaadhoo, nelle Maldive, sembra riflettere le stelle nel cielo. In realtà questa luce biologica - la bioluminescenza - nelle onde è prodotta da minuscole forme di vita vegetale marina, il fitoplancton (ovvero l'insieme degli organismi presenti nel plancton in grado di sintetizzare sostanza organica da sostanze inorganiche disciolte, utilizzando la radiazione solare come fonte di energia) e ora gli studiosi hanno scoperto come fanno. Varie specie di fitoplancton producono bioluminescenza, e la loro luce può essere vista nei mari di tutto il mondo, dice il biologo marino Woodland Hastings della Harvard University. Il tipo più diffuso è prodotto dai cosiddetti dinoflagellati, alghe microscopiche acquatiche contenenti clorofilla. Uno studio co-firmato da Hastings ha identificato nella membrana cellulare dei dinoflagellati una particolare conformazione a canale che risponde ai segnali elettrici, e che potrebbe essere alla base del meccanismo che consente ai microrganismi di produrre luce. |
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Cronaca
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Quello che nel 1997, anno di uscita del film Face off con Nicholas Cage e John Travolta, sembrava un risultato fantascientifico ormai si può quasi considerare realtà. L'operazione è stata fatta su Richard Lee Norris, un uomo di 37 anni che nel 1997 aveva perso metà del volto in un incidente con una pistola. Per la ricostruzione con il volto preso da un donatore sono state necessarie 36 ore di lavoro e 150 fra medici e infermieri. Il trapianto di volto ha fatto dai suoi esordi nel 2005 passi da gigante, e l'ultima ricostruzione, effettuata dai chirurghi dell'università del Maryland, oltre a restituire al paziente un aspetto quasi del tutto normale, nella speranza dei medici potrebbe aver ripristinato anche tutte le normali funzioni.
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