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Nov

2012

Quadraro, il ristorante gestito dai down rischia la chiusura: "La città ci aiuti"
Scritto da Administrator   
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La Locanda dei Girasoli lancia un appello con una conferenza stampa: "Abbiamo bisogno di un aiuto". Medici: "E' è il più bel progetto sociale della città". Forum Terzo Settore Lazio: "Questa attività dimostra come un disagio possa tradursi in vantaggio". Folgori (Pdl): "Cercare una nuova sede in un luogo più visibile". Una mamma: "Iniziativa fondata su due parole: lavoro e integrazione"

"Abbiamo bisogno di un aiuto da parte di questa città. La nostra locanda non può chiudere". Eccolo l'appello levatosi durante la tanto attesa conferenza stampa alla "Locanda dei Girasoli". Un grido umile e disperato per dare ossigeno a una realtà unica nel suo genere: un ristorante gestito da ragazzi con la sindrome di Down. Una realtà che per anni ha rappresentato un vanto del Municipio X e dei cittadini romani.

"UN PROGETTO LAVORATIVO SERIO" - Una posizione ribadita anche da Gianni Palumbo, rappresentante del ForumTerzo Settore Lazio: "Questa attività dimostra come un disagio possa tradursi in vantaggio. La 'Locanda dei Girasoli' non può e non deve chiudere". Secondo il consigliere del X Michele Folgori (Pdl)  "la Locanda "paga" certamente una scomoda collocazione, sconosciuta ai più e, magari, anche la presenza, negli immediati pressi, di altra attività di ristorazione dal forte richiamo (un successo, peraltro, ampiamente giustificato). Per questo Folgori suggerisce che una potenziale soluzione "possa essere rappresentata permettendo il trasferimento, l'allocazione della stessa in altro luogo, più facile da raggiungere e da trovare. Una sede necessariamente più "in vista", dal buon "passaggio'". "Un appello in tal senso, quindi, potrebbe essere rivolto alle Istituzioni Pubbliche, a quegli Enti titolari, gestori di locali (anche commerciali), locali che potrebbero essere messi a disposizione per un fine tanto nobile". Fare ciò, secondo il consigliere "significherebbe (senza "rischiare", è di tutta evidenza, di aiutare o sfavorire una attività commerciale rispetto ad altre, perché questa è una questione sociale, non commerciale) permettere ad una significativa attività sociale di continuare a vivere e - come ho avuto modo di ricordare nel corso di un Consiglio Municipale svoltosi proprio all'interno della Locanda - continuare a diffondere il messaggio che 'la Sindrome di Down non è una malattia, ma una condizione di vita che può migliorare ed essere migliorata senza lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla rassegnazione".

I RAGAZZI - Ma i veri protagonisti sono loro: ragazzi down e famiglie uniti contro il rischio fallimento, pronti a fare di tutto per salvaguardare un progetto di importanza vitale. "Mio figlio è al centro di un progetto lavorativo serio - racconta la madre di uno dei soci-lavoratori affetti da Sindrome di Down - un'iniziativa fondata su due parole: lavoro e integrazione. Chiediamo un aiuto per salvaguardare la possibilità di creare così tanto potenziale". "Venite a mangiare da noi - ci dice Valerio, cameriere, sciarpa giallorossa debitamente al collo - venite da noi che mangiate bene". Simone e Anna, invece, fra  esperienze e aspettative la pensano così: "Ci siamo conosciuti grazie alla locanda. Qua se chiude è un casino, abbiamo già l'ansia! Non ne vogliamo un'altra, vogliamo questa, vogliamo continuare a lavorare qui". Cosa fare allora? Chiunque fosse disposto a versare un contributo economico (cooperative, associazioni, istituzioni e quant'altro) il codice Iban cui destinare le sottoscrizioni è: IBAN IT 96 R056 9603 2200 0000 3389 X 92. Se volete invece passare una serata fra buona cucina e ottima compagnia l'appuntamento è a via dei Sulplici 117, dal mercoledì al sabato.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Novembre 2012 10:11
 
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