Politica
Indagati a Roma Berlusconi e figlio
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Ottobre 2010 14:16
Il premier Berlusconi, il figlio Piersilvio e altri dirigenti Mediaset indagati a Roma per evasione fiscale e reati tributari. Si tratta di uno stralcio dell'inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici Mediaset. In procura a Roma e' stato precisato che al momento non ci sono inviti a comparire per quanto riguarda lo stralcio dell'inchiesta milanese. L'attivita' della procura romana e' iniziata in seguito all'invio di atti, per competenza territoriale. [ANSA]
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Ottobre 2010 14:21
 
S.P.Q.R.... Non conosce neanche il significato... questa merda
Scritto da Administrator   
Lunedì 27 Settembre 2010 15:01
«Basta con la sigla Spqr, senatus populusque romanus... io dico: sono porci questi romani», ha bofonchiato il ministro delle Riforme, ieri sera a una manifestazione di selezione per Miss Padania a Lazzate, in Brianza. Il Senatur era stato interpellato sul gran premio di Formula Uno nella capitale: «Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe», ha sparato il capo della Lega.

«Questa volta Bossi ha veramente superato il segno. Non solo ha insultato la Roma di oggi, ma anche quella del passato rispolverando una vecchia battuta da fumetto - replica in una nota il sindaco di Roma Gianni Alemanno -. Oggi stesso scriverò al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere che intervenga presso i Ministri del suo Governo affinché tengano un atteggiamento istituzionale e politico più consono alla loro carica e più rispettoso del ruolo di Roma Capitale e della dignità dei romani».

Proteste anche dal Pdl. «Siamo stanchi delle battute di Bossi. Non è possibile abbandonarsi ogni giorno a offese grossolane contro la città di Roma». Lo afferma, in una nota, la deputata romana Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari Opportunità del Pdl chiedendo al leader del Carrocio di dimostrare «la sua sensibilità istituzionale chiedendo scusa ai romani». «Si tratta di un atteggiamento inaccettabile per un ministro della Repubblica e che - aggiunge - oltretutto stride fortemente con la linea politica di coerenza e responsabilità tenuta dalla Lega in questo Governo»
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Per fortuna che silvio c'e...
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Settembre 2010 11:56
ECCO LE 37 NORME FATTE APPROVARE DA BERLUSCONI IN QUESTI ANNI .
  • 1. Decreto Biondi (1994). Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodiacautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari)per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari,comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuniufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrottida quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime,Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i managerche hanno pagato le tangenti.Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca lascarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono collettibianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Poggiolini, l'exministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina).Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il"Salvaladri" inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto ea costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento permanifesta incostituzionalità.Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizifiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppoMassimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subitodopo un colloquio con Berlusconi.
  • 2. Legge Tremonti (1994). Il decreto n.357approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utilireinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l'acquisto di "benistrumentali nuovi".La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporatedal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza lalegge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull'acquisto didiritti cinematografici per film d'annata: che non sono benistrumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanarel'illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare"interpretativa" Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrariodi ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelliimmateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usatiall'estero.
  • 3. Legge Maccanico (1997). In base alla sentenzadella Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente allaFininvest di possedere tre reti tv sull'analogico terrestre èincostituzionale: la terza, presumibilmente Rete4, dev'essere spenta edeventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996.Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I,Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 inattesa della legge "di sistema".A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri seimesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: glieditori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere piùdel 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediasetè di troppo.Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per lecomunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisteràin Italia "un congruo sviluppo dell'utenza dei programmi televisivi viasatellite o via cavo". Che significhi "congruo sviluppo" nessuno lo sa,così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba allaConsulta.
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Loggia P3: Arcibaldo Miller, l’uomo che abbattè De Magistris
Scritto da Administrator   
Giovedì 15 Luglio 2010 11:43

Ci sono uomini che non tramontano mai. Sono sempre sulla cresta dell’onda. Flavio Carboni è uno di questi: una presenza ambigua e trasversale nel caso Calvi, capace di inabissarsi per anni per poi ritornare alla ribalta ad una cena di amiconi che vogliono condizionare il giudizio della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Verrebbe da pensare che non si sia mai del tutto defilato, quasi un Kaiser Söze all’italiana. Ma l’allegra combriccola consta anche di un altro nome eccellente, un uomo per tutte le stagioni, si direbbe. E’ stato protagonista negli anni ’90 della scena giudiziaria napoletana. Lui, Arcibaldo Miller, era il braccio destro del fu procuratore capo di Palmi, Agostino Cordoba. Arcibaldo Miller, oggi capo degli ispettori del Ministero della Giustizia, i cani da guardia che il governo – di qualsiasi bandiera – slega contro i magistrati non allineati......-->

Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 11:47
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Intercettazioni, primo sì alla legge bavaglio
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Maggio 2010 10:24
Sta per cambiare la storia delle inchieste giudiziarie in Italia. Ormai è solo questione di giorni. Uno strumento fondamentale d'indagine come le intercettazioni non sarà più quello di prima. Si cambia definitivamente pagina. Il primo passo c'è stato ieri sera, al Senato, in commissione Giustizia. In una seduta notturna, e del tutto straordinaria trattandosi di lunedì quando a palazzo Madama di solito non c'è neppure l'ombra di un senatore, con un fortissimo scontro tra maggioranza e opposizione, è passata la totale riscrittura delle regole per registrare una telefonata, mettere una microspia, richiedere un tabulato. Con parole grosse volate tra il dipietrista Luigi Li Gotti e il sottosegretario alla Giustizia Ciacomo Caliendo. E con il tentativo disperato dell'opposizione di rinviare ancora un voto che ormai, dopo decine di interventi, era ormai inevitabile.
Ultimo aggiornamento Martedì 18 Maggio 2010 10:50
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