Politica
Il 4 dicembre di Silvio Berlusconi
Scritto da Administrator   
Lunedì 30 Novembre 2009 12:06

Se la bocciatura del Lodo Alfano su Facebook e su diversi blog sembrava la notte della vittoria ai mondiali di calcio quello che si prepara per il quattro dicembre da quel punto di vista potrebbe essere la replica l'uomo sulla Luna o un Natale anticipato. Il 4 dicembre il pentito Gaspare Spatuzza parlerà in aula: tocca a lui.

Il processo Dell'Utri riprende così, con la testimonianza di un uomo che in questi giorni ha fatto infuriare Schifani e che potrebbe fare tremare il premier. L'allarme arriva dal Giornale che nei giorni scorsi scriveva: "Dalla Sicilia è in arrivo un avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno. Subito dopo gli verrà requisito l’intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto".

Il "concorso esterno" è in associazione mafiosa, il 416bis. Si tratterebbe di una catena di Sant'Antonio che parte da Cosa Nostra, passa per Dell'Utri e arriva a Berlusconi. Se Spatuzza dovesse parlare di rapporti tra Cosa Nostra e l'amico del premier Marcello Dell'Utri (Senatore del Pdl e già dirigente a Pubblitalia) i magistati, anticipa Feltri, potrebbero dare il via al sequestro dei beni patrimoniali del premier la cui origine non fosse chiara. Per la legge basta il sospetto: se non si spiega da dove vengano soldi e proprietà interviene la magistratura. Spiega tutto nel dettaglio questo articolo di Blitz Quotidiano, che riprende le parole di Feltri.

Ma cos'ha di speciale il 4 dicembre? Semplice, viene dopo il 3, che è un giovedì. E il giovedì in tv significa Annozero, che significa Travaglio. E per quella data Santoro e Travaglio hanno preparato, citiamo, una puntata dedicata a "Berlusconi mafioso e stragista". Il secondo aggettivo fa riferimento a quanto detto da Spatuzza, rieccolo, le cui dichiarazioni porterebbero collegare Cosa Nostra e Berlusconi.

"Accuse farneticanti" per il Pdl. parole che, anche se ormai siamo abituati a sentire di tutto in politica e con tutti i condizionali del caso, sono pesanti.

E dopo il 4 dicembre viene il 5. Il 5 dicembre è il No B-Day. E chissà per cosa sta quella B.

 
No B day
Scritto da Administrator   
Domenica 15 Novembre 2009 02:18

ROMA - Quasi duecentocinquantamila adesioni raccolte su internet in un mese. Nasce così il "No B day", la manifestazione nazionale "per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ideata da un gruppo di blogger, incubata nella Rete, alimentata su Facebook, la protesta nasce come reazione agli attacchi del premier seguiti alla sentenza sul Lodo Alfano. Dal 9 ottobre 2009, Silvio Berlusconi critica il Quirinale, attacca i giudici della Corte Costituzionale, accusandoli di essere "comunisti", si definisce "l'uomo più perseguitato della storia", litiga in tv con Rosy Bindi dicendole che è "più bella che intelligente" provocando una rivolta delle donne. A un passo dallo scontro istituzionale, mentre fuori e dentro il Parlamento infuriano le polemiche, un gruppo di blogger decide di dar vita ai propri post.

Aprono un gruppo su Facebook e indicono una "manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ad oggi, dopo un mese, hanno raccolto oltre 235mila adesioni. Una marea che si definisce "apartitica e pacifista" e che si è già data un appuntamento per scendere in piazza: il pomeriggio del 5 dicembre a Roma, in piazza della Repubblica. Si partirà con un corteo per arrivare fino a piazza del Popolo. Poi, in serata, un concerto in piazza San Giovanni, organizzato grazie all'aiuto dei 3mila artisti raccolti in un altro gruppo, "Artisti - No Berlusconi Day".

Su Facebook, infatti, il gruppo principale dei promotori è solo il centro di un network composto da circa 100 pagine. Ognuna di queste rappresenta un comitato cittadino per il "No B Day". Da Torino a Palermo, da Milano a Napoli. Con ramificazioni internazionali: Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna. E poi San Francisco, Montreal, Sacramento. Tutte città in cui saranno organizzate manifestazioni parallele. Una sorta di "Internazionale antiberlusconiana", raccolta intorno a una considerazione e a un appello finale: "A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi" e riteniamo che il "fair play di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia. Berlusconi deve dimettersi e difendersi davanti ai tribunali".


In queste ore i "blogger democratici" sono alle prese con l'organizzazione dell'evento. Autobus da ogni parte d'Italia, striscioni e volantini, il corteo e il concerto. Con un occhio di riguardo per il luogo da cui tutto è partito, il web. Nel sito ufficiale del "No B Day" sono disponibili informazioni e materiali, oltre alla possibilità di contattare gli organizzatori per risolvere problemi logistici. C'è chi vuole i volantini, chi cerca un passaggio per Roma, chi si prenota per suonare in Piazza San Giovanni. Il colore viola farà da sfondo a tutte le iniziative. Perché "il viola non è solo il colore del lutto, ma anche quello dell'energia vitale, dell'autoaffermazione".

Per testare la capacità della macchina organizzativa, sono in corso in questi giorni "anteprime del "No B Day", in molte città italiane. E nelle ultime ore si sta mettendo a punto l'aspetto sicurezza, per "evitare infiltrazioni facinorose e violente". Insomma, sin dalle origini e dai preparativi quella del 5 dicembre si annuncia come la più grande iniziativa politica di protesta nata dalla base degli utenti del web.

Alla manifestazione hanno già aderito alcune forze politiche. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha confermato la sua presenza, così come il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero e il Partito dei comunisti italiani. Il Pd ha invece declinato l'invito a partecipare, per questo sul web molti iscritti al partito chiedono al neo segretario di cambiare idea: "Spero che Bersani accolga il nostro invito, saremo in tanti del Partito democratico a partecipare alla manifestazione".

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Novembre 2009 02:25
 
Trans, oltre ai 2 ex ministri coinvolti almeno altri 3 politici
Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Ottobre 2009 23:49

Rintracciato su un pc il video "lungo" di Marrazzo. Stasera il caso da Santoro.

E adesso dopo lo scandalo Marrazzo e i nuovi passi dell'inchiesta della magistratura, sono in molti a tremare a Roma. Soprattutto in Trans-atlantico (il trattino è stato aggiunto ironicamente al nome del salone posto all'estremo dell'Aula di Montecitorio dove sostano i parlamentari negli intervalli delle sedute).
Tutti giornali ne parlano, ma - in mancanza di prove certe – possono alludere, senza fare nomi. Ma quelli ci sono. Molti li stanno facendo gli stessi transessuali che lavorano nei pressi di Roma Nord.
Stasera anche la puntata di santoro è dedicata all’argomento. Annozero è intitolata, infatti, "Ricatti" e vedremo se gli inviati di Santoro sono riusciti a registrare qualche intervista interessante tra i viados romani.

Rintracciato in un pc il video "lungo" di Marrazzo

Ma andiamo per ordine, partendo dalla vicenda Marrazzo. I magistrati sono convinti che il video utilizzato dai carabinieri per ricattare l'ex presidente del Lazio, sia solo un promo. Ne esiste una versione più lunga che gli inquirenti stanno cercando. Secondo il quotidiano La Stampa ci sarebbe una traccia di questo video in un computer sequestrato nell’ambito dell’inchiesta sulle divise del disonore finite in carcere. Dovrebbe trattarsi di un file resettato (cancellato) che i tecnici informatici del Ros stanno cercando di recuperare.
Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Ottobre 2009 23:50
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Marrazzo in fuga lascia e si autosospende Dal trans con l'auto blu in doppia fila
Scritto da Ely   
Martedì 27 Ottobre 2009 20:44

Autosospeso, abbandonato, praticamente in mutande. Dopo il venerdì nero per Piero Marrazzo arriva il sabato nerissimo. Il sabato in cui di fatto lascia la presidenza della Regione Lazio in seguito all’imbarazzante sexygate che lo vede protagonista suo malgrado di un video del quale solo venerdì aveva negato l’esistenza.  E il sabato in cui passa all’incasso dell’appoggio politico del Pd (non la trita solidarietà umana che nessuno gli ha negato) e trova nel cappello un bottone e un soldo bucato. Perché, come dice Vladimir Luxuria, il Pd dimostra di essere «un partito bacchettone, che dà ragione a chi usa il privato per distruggere la gente».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2009 00:50
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La Corte Costituzionale si è pronunciata «Il Lodo Alfano è illegittimo»
Scritto da Dano   
Giovedì 08 Ottobre 2009 11:16

Il Lodo Alfano è illegittimo. Così si sono pronunciati i 15 giudici della Corte Costituzionale. La legge che sospende i processi delle quattro più alte cariche dello Stato (i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio) è stata bocciata dalla Consulta per violazione dell'articolo 138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e dell'articolo 3, ovvero il principio di uguaglianza (leggi il verdetto). La decisione è stata presa a maggioranza (9 giudici contro 6) e avrà come effetto immediato la riapertura di due processi a carico del premier Silvio Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

La Corte Costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale del provvedimento varato dal Parlamento a luglio 2008, ha accolto i rilievi mossi dai giudici milanesi impegnati nei processi Mediaset-diritti tv e caso Mills che vedono imputato Berlusconi. La Consulta ha invece dichiarato «inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal gip del Tribunale di Roma». Un ricorso sollevato nell’ambito dell’inchiesta della Procura capitolina sulla presunta compravendita di senatori eletti all’estero nella passata legislatura, all’epoca del governo Prodi: i pm romani avevano chiesto l’archiviazione delle accuse per il presidente del Consiglio, mentre secondo il gip il lodo Alfano va applicato anche nella fase delle indagini preliminari. Da qui la decisione del giudice Orlando Villoni di trasmettere il fascicolo alla Consulta.

 I giudici si erano riuniti martedì pomeriggio a Palazzo della Consulta. La camera di Consiglio si era aperta alle 17, dopo che il relatore Franco Gallo aveva esposto i termini della questione di incostituzionalità. Alla relazione erano seguiti gli interventi degli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella in rappresentanza del premier e di Glauco Nori per l'Avvocatura dello Stato. Non ammesso al dibattimento, invece, il costituzionalista Alessandro Pace in rappresentanza dei pm milanesi, secondo una consuetudine consolidata della Corte. La camera di Consiglio, sospesa una prima volta alle 19.30 di martedì, si è riaperta mercoledì mattina alle 9 e, dopo una seconda sospensione, tra le 13 e le 16, è ripresa fino alla sentenza arrivata alle 18.
Sentenza che è stata accolta con ira da parte del premier Silvio Berlusconi e della maggioranza degli esponenti di Pdl e Lega.

 

 
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