Calcio 360°


Regolamento di conti interno alla Curva Nord
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Novembre 2010 17:29
L´informativa è arrivata in Questura nei giorni scorsi. Dettagliata, precisa, inquietante. Suona più o meno così: una frangia della tifoseria laziale, forse la più pericolosa, quella che vuole assumere il comando della Curva Nord colmando il vuoto di leadership provocato dall´abbandono dei vecchi capi degli Irriducibili, avrebbe stretto un´alleanza scellerata con ´elementi o frange poco sportive e più delinquenziali della tifoseria napoletana´. Li hanno definiti così, gli uomini dell´intelligence che nei giorni scorsi hanno informato i vertici della Questura di via San Vitale e, soprattutto, il capo della Digos capitolina, Lamberto Giannini, che già da tempo aveva messo sotto la sua lente di ingrandimento le gradinate più politicizzate della Curva Nord dell´Olimpico.
A fare scattare misure di prevenzione straordinarie è piuttosto l´informazione, proveniente da ambienti considerati attendibili, che proprio domenica in occasione del derby Lazio-Roma si possa consumare una sorta di regolamento di conti interno alla Curva Nord, con l´ala dei ´duri´ biancoazzurri spalleggiata da elementi del tifo violento partenopeo da una parte e, dall´altra, quel che resta degli Irriducibili. Che probabilmente sono ancora inconsapevoli della nuova dimensione assunta dalla contrapposizione interna al tifo biancoceleste. [...]
Secondo le informazioni veicolate dal nostro intelligence in Questura, il patto criminale sarebbe stato stretto con bande di ´cani sciolti´ della criminalità partenopea, non affiliati in maniera stabile a nessuna delle famiglie che si dividono il territorio campano, ma che tuttavia sarebbero veri e propri esperti di guerriglia urbana. Secondo gli 007, si tratterebbe in larga parte degli stessi soggetti che hanno animato gli ultimi episodi di violenza cittadina in occasione degli scontri per le discariche ad Acerra e a Terzigno, ma anche durante le manifestazioni nel centro di Napoli dei movimenti dei ´Disoccupati organizzati´. E ancora, alcuni di loro si sarebbero resi protagonisti di episodi di follia come l´assalto al treno che doveva portare a Roma i tifosi partenopei il 31 agosto 2008 per la prima di campionato.
Ma non è tutto. L´alleanza tra teppisti romani e napoletani si baserebbe sulla stipula di un preciso accordo economico: in cambio del sostegno ´militare´ per eliminare definitivamente dalle gradinate centrali della Nord i vecchi capi degli Irriducibili, la frangia dei nuovi leader sarebbe pronta a cedere ai napoletani una larga fetta del business del merchandising non ufficiale e, soprattutto, il mercato dei biglietti falsi da smerciare attraverso il bagarinaggio.
 
Tifosi finti, calcio sempre più falso
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Settembre 2010 12:35
In un calcio sempre più falso, i tifosi di plastica sono qualcosa di coerente. E così, per risparmiare sui costi di gestione di una curva (intitolata a un grande del passato, Colaussi, campione del mondo nel '38: quando non c'erano tifosi finti, però si doveva tendere il braccio verso il Duce), il presidente della Triestina chiude quel settore (risparmio di 100 mila euro all'anno, malcontati) e invece delle persone mette un telone. Le sagome non tifano, non menano, non pagano: nessuno è perfetto. Lo stadio di Trieste si chiama "Nereo Rocco", e il paròn si starà rivoltando nella tomba.

E' quasi una deriva giapponese, sia detto senza offesa. Perché viene in mente quando, nelle prime edizioni della famigerata Toyota Cup (vale a dire, il nome che provarono a dare alla gloriosa Coppa Intercontinentale), sulle tribune dello stadio di Tokyo risuonava il tifo in playback, diffuso dagli altoparlanti. Un po' come accade in certi meravigliosi giardini giapponesi, dove neppure una fogliolina è fuori posto e dove, per esempio a Kobe, a volte cinguettano passerotti meccanici. E pure le mai troppo vituperate vuvuzelas, nella recente estate del nostro scontento, non erano tutte vere: venivano infatti sparate dalla regia degli impianti, alzando il volume di questa specie di base sonora da karaoke quando una delle due squadre si avvicinava alla porta avversaria.

I tifosi di plastica sono un risparmio economico, ma più che altro una metafora. Raccontano di un calcio che ha venduto l'anima (ma anche quella
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parte del corpo appena sotto la cintura dei pantaloni, vista però da dietro) alle tivù, dunque alla virtualità, senza la quale non si sopravvive perché garantisce gli unici soldi freschi, non come le banconote del Monopoli con cui si è svolto l'ultimo mercato, comprando con debiti, con promesse, mica cash. E chissà come saranno contenti i giocatori, visti da occhi disegnati, applauditi da mani dipinte: anche se poi i loro stipendi li pagano le televisioni, dunque il cerchio è chiuso. Come la curva.
 
Calciatori nordcoreani “umiliati” pubblicamente
Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Luglio 2010 10:05
Probabilmente molti di voi ricorderanno il viso in lacrime del calciatore nordcoreano Jong Tae-se  durante l’esecuzione dell’inno nazionale, ai mondiali del Sudafrica. Molti commentatori sportivi avevano elogiato questo attaccamento alla maglia e i risultati di una squadra sconfitta dal Brasile solo per 2-1, ma, evidentemente, il clamoroso 7-0 inflitto dal Portogallo ha complicato la vita di quei calciatori!!

Secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo e Radio Free Korea, i giocatori nordcoreani, al loro rientro in patria, sarebbero stati sottoposti ad una “maratona di pubblica umiliazione” e ad un’audizione di “critiche ideologiche” durata sei ore. Alla cosiddetta audizione avrebbero partecipato direttamente il Ministro dello Sport, circa quattrocento ufficiali, atleti di altre discipline e studenti, nella veste di pubblici accusatori, il tutto poi trasmesso sulla televisione di stato.

Tuttavia, ad oggi, non si sa se siano state prese altre decisioni sul loro futuro, che comunque rimane incerto, visto che in passato molti atleti nordcoreani hanno passato il resto dei loro giorni in un “campo di lavoro” a causa di prestazioni sportive giudicate dal regime non adeguate.
 
Coppa Italia 2010/2011
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Luglio 2010 14:50
Inter, Roma e Juventus sono nello stesso lato del tabellone della Coppa Italia 2010-2011 sorteggiato oggi. Impossibile, in particolare, una nuova finale tra nerazzurri e giallorossi che si sono contesi il trofeo nella stagione 2009-2010 e per ben 5 volte nelle ultime 6 edizioni.

Il primo turno del torneo 2010-2011, in programma per l'8 agosto, vedra' scendere in campo 27 squadre della Lega Pro e 9 squadre della Lega Nazionale Dilettanti. Dodici squadre di Serie A entreranno nella competizione a partire dal terzo turno eliminatorio, programmato per il 27 ottobre 2010. Le otto 'teste di serie', in gara dagli ottavi di finale previsti in diverse date, sono state posizionate secondo il seguente schema: nella parte sinistra del tabellone il Napoli, l'Inter, la Roma e la Juventus. Nella parte destra, invece, Palermo, Parma, Milan e Sampdoria.

La Coppa Italia verra' assegnata nella finale in programma il 29 maggio del prossimo.

- Primo turno: domenica 08/08/2010
- Secondo turno: domenica 15/08/2010
- Terzo turno: mercoledì 27/10/2010
- Quarto turno: giovedì 25/11/2010 o martedì 30/11/2010
- Ottavi di Finale: giovedì 09/12/2010 o martedì 14/12/2010 o mercoledì 12/01/2011
- Quarti di Finale: mercoledì 26/01/2011
- Semifinale (andata): mercoledì 20/04/2011
- Semifinale (ritorno): mercoledì 11/05/2011
- Finale: domenica 29/05/2011 o sabato 11/06/2011


Le date per gli ottavi e i quarti di finale: 27 ottobre, 12 gennaio, 19 gennaio, 26 gennaio
Semifinali (date indicative): 20 aprile e 11 maggio
Finale (a Roma): 29 maggio

Data di riserva per la finale: 11 giugno (nel caso in cui una delle due finaliste di Coppa Italia arriva in finale di Champions League, fissata per il 28 maggio)

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Luglio 2010 14:53
 
Okaka in Nazionale? Borghezio (Lega Nord) si dissocia: “Presto saranno tutti padani”
Scritto da Administrator   
Mercoledì 21 Luglio 2010 15:26
Mario Borghezio, europarlamentare in quota alla Lega Nord non è nuovo a prese di posizione nette, soprattutto quando si parla di questioni razziali. Secondo il leghista, infatti, intervenuto sul quotidiano on line sestonotizie.it, il fatto che la Nazionale italiana annoveri lo schieramento di più d’un calciatore di colore è un dato su cui riflettere. Al punto che, se attualmente l’Under 21 si affida alle prestazioni di Mario Balotelli, Stefano Okaka e Angelo Ogbonna (calciatori di pelle nera), un giorno – non lontano a venire secondo il politico – la solfa cambierà. “La logica attuale va di pari passo con la nuova società multirazziale. Io penso che quando un giorno, non lontano, ci sarà la nazionale padana, i giocatori saranno tutti padani“.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Luglio 2010 15:26
 
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